Una decisione senza precedenti è stata pronunciata in Sicilia, dove l'attività venatoria è stata bloccata su tutto il territorio. Questa sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale di Palermo, che annulla il calendario venatorio 2026-2027, ha generato un'onda di sollievo tra gli animali selvatici, gli ambientalisti e i residenti delle aree rurali. La sospensione immediata delle attività di caccia è un punto di svolta significativo, evidenziando il ruolo cruciale di una pianificazione faunistica aggiornata e la protezione dell'ecosistema.
Sentenza del TAR di Palermo Blocca la Caccia in Sicilia a Causa di un Piano Faunistico Obsoleto
Il 1° novembre 2026, una data che entrerà nella storia della protezione ambientale siciliana, il TAR di Palermo ha emesso la sentenza n. 2953/2026. Questa decisione, depositata il 30 ottobre, accoglie i ricorsi presentati da numerose organizzazioni, tra cui la Federazione Nazionale Pro Natura e la LEAL Lega Antivivisezionista, supportate da CABS, Green Impact e Attivisti Gruppo Randagio. Il tribunale ha annullato il decreto assessoriale del 21 maggio 2026, che aveva approvato il calendario della stagione venatoria in corso.
Il fulcro della questione risiede nella mancanza di un piano faunistico-venatorio aggiornato. L'ultimo documento di pianificazione valido per la gestione della fauna selvatica in Sicilia risaliva al periodo 2013-2018. Nonostante la legislazione regionale (L.R. 33/1997) preveda una revisione quinquennale obbligatoria, la Regione non ha mai provveduto a una valida rivalutazione o conferma aggiornata di tale strumento. I giudici hanno sottolineato che, in assenza di un piano attuale, l'attività venatoria non può essere esercitata, in rispetto del principio di precauzione sancito dalla normativa europea.
La sentenza condanna inoltre l'Assessorato regionale all'Agricoltura e le parti controinteressate al pagamento delle spese legali. Le associazioni ambientaliste hanno accolto con grande entusiasmo questa pronuncia, definendola una vittoria cruciale per la tutela della biodiversità e l'affermazione della legalità. Gli avvocati Luca D'Agostino, Aurora Rosaria Loprete e Mariachiara Giovinazzo, legali delle associazioni ricorrenti, hanno ribadito che la sentenza ripristina la preminenza della tutela ambientale e della biodiversità rispetto all'attività venatoria, in linea con l'articolo 9 della Costituzione italiana.
In risposta a questa decisione, Federcaccia Sicilia ha espresso la propria delusione, annunciando l'intenzione di presentare ricorso al Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Sicilia. Le associazioni venatorie contestano le motivazioni della sentenza, ritenendole illogiche alla luce delle leggi nazionali e regionali sulla pianificazione faunistica, e cercano di ottenere una riforma del pronunciamento per garantire la continuità delle loro attività.
Questa storica sentenza ci invita a riflettere sull'importanza di una gestione oculata e responsabile del nostro patrimonio naturale. La decisione del TAR di Palermo non è solo una vittoria per la fauna selvatica siciliana, ma un monito per tutte le istituzioni a livello nazionale e internazionale: la tutela della biodiversità e la conservazione degli ecosistemi devono sempre prevalere sugli interessi specifici, e la pianificazione basata su dati scientifici aggiornati è imprescindibile per un futuro sostenibile. È un passo fondamentale verso un equilibrio più armonioso tra le attività umane e la salvaguardia dell'ambiente che ci circonda.