Chamois celebra la montagna con il Festival Alt(r)i Ascolti

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Il pittoresco borgo di Chamois, accessibile solo tramite funivia o sentieri montani, si prepara ad ospitare la sesta edizione del Festival Alt(r)i Ascolti. Questa rassegna culturale, in programma dal 7 al 9 agosto, è un'occasione unica per immergersi in un'esperienza che fonde musica, teatro, cinema, ricerca e letteratura, il tutto in un contesto alpino incontaminato. L'evento, completamente gratuito, si distingue per la sua capacità di creare connessioni significative tra artisti, studiosi e pubblico, promuovendo un dialogo profondo sul mondo della montagna e sulle sue genti, lontano dal frastuono della vita moderna.

Chamois vanta una caratteristica ormai rara: l'assenza di automobili. Questo privilegio, che il tempo ha reso sempre più prezioso, impone ai visitatori un viaggio più lento, a piedi o in funivia, favorendo un contatto più intimo con la natura circostante. In questo scenario idilliaco, il rumore si dissolve, lasciando spazio ai suoni della montagna e a un'atmosfera propizia all'ascolto e alla contemplazione. Ogni interazione, ogni parola scambiata acquisisce un significato più profondo, in armonia con il ritmo pacato del luogo.

Il festival, che non mira a numeri eclatanti o effetti speciali, si è consolidato nel tempo grazie a un approccio paziente e coerente. Le diverse espressioni artistiche e culturali – dalla musica al teatro, dal cinema alla letteratura e alla ricerca scientifica – si intrecciano negli stessi spazi, respirando la stessa aria di montagna e guidando il pubblico in un percorso che invita alla sosta, all'osservazione attenta e all'ascolto consapevole. È un invito a riscoprire la ricchezza delle Alpi e le storie di chi le abita, attraverso una pluralità di linguaggi.

Le tre giornate del Festival si svolgeranno presso il suggestivo Plan des Avaz. L'organizzazione è curata dall'Associazione Insieme a Chamois, con il prezioso sostegno della Regione Valle d'Aosta, del Comune di Chamois e della Fondazione CRT. La direzione artistica è affidata alla musicologa Luciana Galliano, la cui visione ha plasmato un evento che non è una semplice successione di appuntamenti isolati, ma piuttosto un racconto unitario che si sviluppa attraverso discipline diverse, tutte animate da una genuina curiosità verso il paesaggio montano e le sue comunità.

La musica, elemento centrale del festival, spazia attraverso epoche e continenti. Il pubblico avrà l'opportunità di esplorare la ricerca elettronica contemporanea con la compositrice ucraina Katarina Gryvul, di riscoprire gli inni e le danze del basso Medioevo con il gruppo Eufoné, e di lasciarsi avvolgere dalle tradizioni dell'Africa subsahariana, dalla cultura dei griot, dal Brasile, dal jazz e dall'afrobeat grazie all'Orchestra Multietnica Torino. Quest'ultimo concerto, in particolare, si prefigge di narrare i viaggi delle persone, prima ancora di quelli delle note, evidenziando la forza unificante della musica.

Anche la natura è protagonista attiva del festival. Francesca Castagnetti guiderà un'affascinante passeggiata etnobotanica, svelando i segreti delle piante officinali e i saperi tradizionali tramandati dalle comunità alpine. L'ingegner Gregorio Tosi, invece, accompagnerà i partecipanti al Lago Lod per illustrare il funzionamento di un impianto geotermico, un esempio tangibile delle potenzialità offerte dalle energie rinnovabili nelle regioni di alta quota. In questo modo, la conoscenza si snoda lungo gli stessi sentieri della montagna, unendo armoniosamente l'esperienza pratica, l'osservazione attenta e la ricerca scientifica.

Il mondo letterario arricchisce ulteriormente il programma, offrendo nuove prospettive. Linda Cottino, con il suo libro "Una parete tutta per sé. Le prime alpiniste: sette storie vere", riporta alla ribalta le figure di donne pioniere nell'alpinismo che hanno sfidato sia le montagne che le convenzioni sociali con uguale tenacia. Andrea Membretti, autore di "Diventare montanari. Viaggio tra i nuovi abitanti delle terre alte", esplora invece il presente, raccontando le storie di famiglie, professionisti e giovani che hanno scelto le Alpi come luogo dove costruire una nuova quotidianità. Infine, il film "Las Cholitas", presentato in collaborazione con Cervino Cine Mountain, trasporta gli spettatori sulle Ande, seguendo un gruppo di donne boliviane che affrontano le maestose vette indossando i loro abiti tradizionali, trasformando ogni passo in un'affermazione potente della propria identità culturale.

L'offerta culturale si completa con il teatro. Lo spettacolo "Gioconda" del Collettivo Liberi Pensatori Paul Valéry, narra la storia di un'anziana che difende la propria autonomia attraverso un gesto semplice ma significativo: la preparazione di un caffè. Questa scena apparentemente banale si trasforma in una profonda riflessione sulle relazioni umane, sulla dignità e sulla fragilità, temi che pervadono l'intero festival senza la necessità di proclami o slogan appariscenti.

Il Festival Alt(r)i Ascolti continua a evolversi, rispecchiando l'essenza stessa di Chamois. La montagna avvolge ogni incontro con la sua discrezione, tipica dei luoghi autentici. Il silenzio non è vuoto, ma fertile terreno per lo sbocciare di nuove idee, mentre il paesaggio invita a una diversa percezione del tempo. Il festival accoglie e reinterpreta questa eredità, trasformandola in un invito condiviso a vivere esperienze uniche, acquisire nuove conoscenze e ascoltare storie che ogni estate aggiungono un capitolo inedito a questo straordinario evento.

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