La paziente arte della fotografia si fonde con la magnificenza naturale, dando vita a istantanee che trascendono il tempo e narrano l'essenza di un luogo. Questo è ciò che emerge dagli scatti della fotografa cadorina Alessandra Masi, che ha catturato la Luna, quasi interamente illuminata (al 98,9%), prima del plenilunio di settembre, mentre sorgeva precisamente dietro la vetta del Monte Montanel, incastonata nelle Dolomiti del Centro Cadore. Queste immagini, realizzate la sera del 25 settembre, offrono un'anticipazione della prima luna piena autunnale, conosciuta come la 'Luna del Raccolto', apparsa in un momento significativo: il 26 settembre, giorno dell'equiluce, in cui si registrano dodici ore di luce e altrettante di oscurità.
Il Monte Montanel (2.461 m), protagonista di questi scatti notturni, rappresenta un simbolo per Domegge e per l'intera regione del Centro Cadore. Alessandra Masi sottolinea il valore profondo di questa vetta, non solo per la sua imponente presenza fisica ma anche per il suo significato escursionistico, storico e paesaggistico. La sua forma piramidale e la posizione strategica all'interno del gruppo del Cridola offrono un panorama mozzafiato sul lago del Centro Cadore, sugli Spalti di Toro, sul Monte Antelao e sulle Marmarole. Questa montagna, che ha mantenuto la sua autenticità lontano dal turismo di massa, presenta un itinerario di salita impegnativo, ricco di passaggi suggestivi come il celebre 'ponticello' di roccia sospeso nel vuoto, che lo rende un vero e proprio rito di passaggio per gli appassionati. I sentieri che conducono al Montanel attraversano inoltre gli storici fienili alpini di Dosenìgo e Dàlego, trasformando l'escursione in un viaggio attraverso la memoria del territorio e il rapporto secolare tra le comunità cadorine e la montagna, caratterizzato dalla pastorizia e dall'uso comune dei pascoli.
L'intera narrazione fotografica si arricchisce ulteriormente con le immagini della sera successiva, il 26 settembre, quando Alessandra Masi ha immortalato la Luna piena nel suo massimo fulgore. In questo scatto, la Luna emerge dalle creste del Monte Pupera Valgrande, nelle Dolomiti d'Oltre Piave, immersa nella suggestiva "Cintura di Venere". La fotografa descrive questa scena come un "sussurro del crepuscolo", dove una delicata fascia rosata e violacea, frutto della luce solare riflessa nell'atmosfera, si fonde con l'ombra della Terra, che avanza lentamente dall'orizzonte. Luce e ombra si incontrano in un "grandioso respiro cosmico", e la Luna sembra sorgere proprio sulla linea di confine tra il giorno che svanisce e la notte che prende il sopravvento. La "Luna del Raccolto" racchiude in sé una storia affascinante: secondo la NASA, è la luna piena più vicina all'equinozio d'autunno nell'emisfero settentrionale. Le tradizioni dei nativi americani la legavano ai ritmi della terra, chiamandola "Luna del Mais" o "Luna delle Foglie Gialle". Questo fenomeno astronomico, che per diverse sere consecutive garantisce una prolungata luminosità dopo il tramonto, permetteva ai contadini di prolungare il lavoro nei campi, concludendo il raccolto estivo prima dell'arrivo del freddo invernale.
Queste fotografie non sono solo un tributo alla bellezza naturale delle Dolomiti e alla maestosità della Luna, ma rappresentano anche un invito a riscoprire il profondo legame tra l'uomo, la montagna e le antiche tradizioni. Ci ricordano che, anche nell'era moderna, è fondamentale preservare e valorizzare questi patrimoni, fonti di ispirazione e testimonianza di una storia millenaria. L'armonia tra cielo e terra ci spinge a guardare oltre l'orizzonte, a connetterci con i cicli naturali e a riconoscere il valore intrinseco di ogni elemento del nostro ambiente, promuovendo un senso di appartenenza e rispetto per il mondo che ci circonda.