Le creme spalmabili a base di nocciole e cacao sono un elemento fisso in molte case italiane. Tuttavia, la loro composizione può variare significativamente in termini di zuccheri, grassi saturi, additivi e processi di lavorazione, nonostante l'aspetto simile dei vasetti. Per questo motivo, Altroconsumo ha intrapreso un'analisi dettagliata, esaminando oltre 120 tipi di creme spalmabili a base di frutta secca, con un focus specifico su 57 varianti con nocciole e cacao, valutandole attentamente in base alle informazioni fornite sulle etichette. Questa indagine ha portato alla luce le creme che si posizionano nella parte inferiore della classifica, inclusi molti prodotti ampiamente disponibili nei supermercati.
L'indagine di Altroconsumo ha classificato diverse creme spalmabili nella categoria "scarse", ovvero quelle che hanno ottenuto un punteggio tra 20 e 39 punti. Tra le meno performanti, tutte con 22 punti, troviamo prodotti come Socado DolCrem Crema al Latte e Nocciola, Conad Crema alle Nocciole, Nussa (Lidl) Choco Duo, Smart (Esselunga) Crema spalmabile alle nocciole, Valis Crema Spalmabile al cacao magro e nocciole e Gandola Golosella Bicolore. Subito dopo, con 23 punti, figurano altri prodotti diffusi come Dolciando (Eurospin) Crema alla nocciola, Esselunga Crema alle nocciole, Iper Crema alle Nocciole, Selex Crema Spalmabile Nocciole, Dolciando (Eurospin) Crema bigusto nocciola e latte, Iper Crema Bicolore, Nussa (Lidl) Choco con 13% nocciole, Nutkao Crema Bicolore con Cacao e Nocciole, Pam Bicolore Crema spalmabile, Pam Nocciole e Cacao Crema spalmabile e Selex Crema Spalmabile Bigusto. È interessante notare come anche creme con etichette "bio" o "veg" o quelle percepite come più salutari, come Amo Essere Veg di Eurospin, Coop Vivi Verde, Riso Scotti, Conad Verso Natura e Witor’s Crema spalmabile Fondente, non abbiano sempre raggiunto punteggi elevati, attestandosi intorno ai 27 punti.
È fondamentale sottolineare che la metodologia di valutazione di Altroconsumo si basa sull'analisi della composizione nutrizionale e delle informazioni presenti in etichetta, non sul gusto. Circa il 55% del punteggio deriva da fattori nutrizionali come energia, grassi saturi, zuccheri, sale, fibre e proteine, mentre il resto considera additivi, grado di trasformazione, dolcificanti e porzioni consigliate. La classificazione "scarsa" (20-39 punti) non è un giudizio assoluto sulla salubrità, ma piuttosto uno strumento comparativo per aiutare i consumatori a fare scelte più informate. Questo evidenzia che diciture come "bio" o marchi noti non equivalgono necessariamente a una migliore qualità nutrizionale. Pertanto, è consigliabile esaminare attentamente gli ingredienti e la tabella nutrizionale prima dell'acquisto, andando oltre le promesse del packaging per una scelta consapevole.
In un mercato alimentare sempre più complesso, l'attenzione alle etichette e alla composizione dei prodotti diventa un atto di responsabilità verso la propria salute. Scegliere alimenti basandosi su informazioni accurate e ricerche indipendenti ci permette di nutrire il corpo in modo consapevole e di sostenere pratiche produttive più trasparenti. Ogni acquisto è un'opportunità per influenzare positivamente il mondo del consumo, promuovendo prodotti che non solo soddisfano il palato, ma anche il benessere e la chiarezza.