Un'iniziativa pionieristica per la gestione dei materiali tessili dismessi prende il via a Torino, estendendo un progetto già avviato con successo. Questa mossa strategica si propone di trasformare le abitudini di consumo e di promuovere un approccio più responsabile nei confronti degli indumenti non più utilizzati, ponendo le basi per un futuro più sostenibile nel settore della moda e dell'abbigliamento.
Dopo l'esperienza inaugurale a Napoli lo scorso maggio, il programma denominato "Raccogli-Amo", promosso da Erion Textiles, si prepara a sbarcare nel capoluogo piemontese. A partire dal mese di luglio, undici esercizi commerciali di importanti marchi del settore moda aderiranno all'iniziativa, mettendo a disposizione dei consumatori punti di raccolta dedicati. L'obiettivo è duplice: da un lato, educare i cittadini sull'importanza di conferire correttamente i propri capi di abbigliamento usati; dall'altro, anticipare gli imminenti obblighi normativi legati alla Responsabilità Estesa del Produttore (EPR) per il comparto tessile in Italia, la cui entrata in vigore è prevista entro l'estate del 2026.
L'urgenza di tale progetto è sottolineata da dati allarmanti: in Europa si generano annualmente circa sette milioni di tonnellate di rifiuti tessili, equivalenti a 16 chilogrammi per abitante. Tuttavia, solo una piccola frazione, il 28% (pari a 1,95 milioni di tonnellate), viene differenziata e gestita in modo appropriato. La restante parte, circa cinque milioni di tonnellate, finisce indistintamente nei rifiuti generici, vanificando qualsiasi possibilità di recupero o riciclo. Questa situazione evidenzia un'enorme perdita di risorse e un impatto ambientale significativo, rendendo indispensabile un cambiamento radicale nelle pratiche di smaltimento.
Fulvio Matteoni, presidente di Erion Textiles, ha commentato l'importanza di questa fase torinese, definendola un "passo decisivo" che porta la sperimentazione in uno dei principali centri urbani del Nord Italia. Egli ha enfatizzato come sia cruciale affidare ai produttori la responsabilità di costruire una filiera per la gestione dei tessili a fine vita, partendo proprio dai luoghi di acquisto, dove i consumatori interagiscono quotidianamente con i prodotti. Paola Bragantini, presidente di Amiat Gruppo Iren, ha espresso il pieno sostegno all'iniziativa, sottolineando come essa semplifichi l'accesso al corretto conferimento per i cittadini e rafforzi una cultura della responsabilità condivisa. Ciò, a sua volta, contribuirà a migliorare la qualità dei materiali raccolti e a sviluppare filiere sempre più improntate al riuso e al riciclo.
Anche Humana People to People Italia, forte di oltre 25 anni di esperienza nella gestione del tessile post-consumo, partecipa attivamente al progetto. Felipe Gana, COO dell'azienda, ha evidenziato l'importanza della trasparenza nel processo, dalla raccolta alla selezione e valorizzazione dei materiali. La capacità di tracciare il percorso dei capi e di rendicontare gli impatti ambientali e sociali generati trasforma un semplice gesto del consumatore in un contributo concreto. I consumatori potranno depositare gratuitamente capi di abbigliamento non più utilizzati o giunti a fine vita nei punti vendita aderenti. Questi materiali saranno poi ritirati e avviati a filiere autorizzate, gestite da Humana People to People Italia. A seconda delle condizioni dei materiali, della loro composizione e delle dinamiche di mercato, i tessili potranno essere destinati al riuso, al riciclo, alla valorizzazione energetica o, in ultima istanza, allo smaltimento, qualora non vi siano alternative praticabili.
L'iniziativa si inserisce in un contesto più ampio di attività promosse da Erion Textiles per preparare il settore all'introduzione del sistema EPR, incluso il progetto Life4Epr, co-finanziato dall'Unione Europea. Le informazioni raccolte a Torino, in aggiunta a quelle già rilevate a Napoli, permetteranno a Erion Textiles di creare una mappatura completa delle abitudini di conferimento a livello nazionale. Questo studio fornirà dati preziosi per affinare le strategie future e garantire un'implementazione efficace e armonizzata della normativa EPR, contribuendo a un'economia circolare per il tessile.